Dimanche 30 mars 2008
La tombe de Jean-Paul II serait transférée, après sa béatification, à l'intérieur de la Basilique Saint Pierre, près de la Pietà de Michel-Ange ?
Webcam sur l'actuelle tombe de Jean-Paul II !
Le Vatican a démenti dimanche qu'une décision ait été prise sur un éventuel transfert de la tombe de Jean Paul II d'une crypte de la basilique Saint-Pierre à l'intérieur même de l'édifice, comme l'avaient affirmé plusieurs médias italiens.
"Aucune décision n'a été prise. Une telle décision ne pourra éventuellement être prise qu'après la béatification de Jean Paul II", a déclaré à l'AFP le porte-parole du Vatican, le père Federico Lombardi.L'agence italienne Ansa et le quotidien La Stampa ont affirmé ce week-end que ce transfert de la tombe avait reçu le feu vert d'une commission spéciale.
30/3/2008 (7:13) - LA STORIA, DENTRO LA BASILICA A VOLTO SCOPERTO SOTTO LA TECA DI VETRO - LA STORIA, DENTRO LA BASILICA A VOLTO SCOPERTO SOTTO LA TECA DI VETRO
Una tomba da santo per Wojtyla
La salma sarà traslata vicino alla Pietà di Michelangelo
La salma sarà traslata vicino alla Pietà di Michelangelo
GIACOMO GALEAZZI
CITTA' DEL VATICANOKarol Wojtyla come Padre Pio. La salma di Giovanni Paolo II sarà esumata, traslata dalle Grotte Vaticane alla Basilica ed esposta nella cappella
di San Sebastiano, dopo la Pietà di Michelangelo, sul lato destro per chi entra dall’ingresso principale. A beatificazione avvenuta (il processo è in dirittura d’arrivo), il corpo del Papa
polacco sarà così oggetto della venerazione dei fedeli, messo in una teca di vetro e con una maschera di cera sul viso. Lo studio della traslazione, in cui è stata coinvolta anche la
Gendarmeria vaticana, è stato approvato da una commissione diretta dal cardinale vicario Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro. Tutto è pronto, dunque, per il grande giorno,
non appena Wojtyla sarà beato. Una procedura già seguita per altri Papi elevati agli onori degli altari, come Giovanni XXIII. Prima sarà effettuata l’esumazione per verificare, come è avvenuto
tre settimane fa per Padre Pio, lo stato di conservazione del corpo, poi avverrà l’esposizione, in una teca con il volto ricoperto da una maschera di protezione, realizzata in cera per
ricalcare in maniera fedele i lineamenti di Giovanni Paolo II. «È un modo per renderlo più vicino e visibile alle migliaia di fedeli che da ogni parte del mondo ogni giorno pregano sulla sua
tomba - spiega José Saraiva Martins, ministro delle Cause dei Santi -. Come avviene di norma, la traslazione è preceduta dall’esumazione».
Il principio è «lo stesso che è stato seguito per Padre Pio». «Sta a cuore alla Chiesa verificare lo stato di conservazione del corpo per vedere se occorre intervenire - precisa Saraiva Martins -. Quando si sposta il corpo di un beato o di un santo, si verifica in che condizioni è. A quel punto si farà la maschera di cera, esprimendo i lineamenti del viso di Wojtyla, come si è fatto per altri santi. E così lo si potrà vedere, sotto un vetro, coperto dai paramenti sacri». La maschera - puntualizza il cardinale - appare una scelta ideale: «Chi andrà a pregare a San Pietro vedrà il corpo di Giovanni Paolo II e lo riconoscerà immediatamente». E questo - sottolinea Saraiva Martins - è «un modo avvicinare Wojtyla ai fedeli, spingendoli a invocarlo e a chiedere la sua protezione».
Due anni fa Benedetto XVI decise di avviare il processo di beatificazione senza attendere i cinque anni dalla morte previsti dal diritto canonico. Ora la Congregazione per le cause dei Santi annuncia che «procederà celermente», una volta che sarà pronta la «positio», ovvero la raccolta dei documenti, a cui sta lavorando il postulatore della causa, il prete Slawomir Oder, e che dovrebbe essere presentata il prossimo 2 aprile in occasione delle cerimonie per il terzo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.
Il 2 aprile dello scorso anno, in una cerimonia a San Giovanni in Laterano, si era chiusa, dopo solo 21 mesi, la fase diocesana della causa di beatificazione e Giovanni Paolo II era stato proclamato «servo di Dio». Tra i tanti miracoli già attribuiti all’intercessione del Papa polacco, quello che verrà preso in considerazione per la beatificazione sembra essere la guarigione miracolosa dal morbo di Parkinson di una suora francese, Marie Simon-Pierre.
La decisione di traslare la salma testimonia che in Curia Giovanni Paolo II è già venerato come un santo, tanto che il cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio, ha dichiarato di pregarlo ogni giorno come se fosse già stato proclamato beato. «È possibile e plausibile che la salma di Giovanni Paolo II venga traslata dalle Grotte Vaticane nella Basilica di San Pietro dopo che si è concluso il processo di beatificazione», conferma il cardinale Angelo Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano. Assicura Saraiva Martins: «C’è in noi il vivo desiderio che Giovanni Paolo II arrivi quanto prima agli altari e lo si possa chiamare “beato” e così rispondere al grido di piazza San Pietro: “Santo subito!”».
Il principio è «lo stesso che è stato seguito per Padre Pio». «Sta a cuore alla Chiesa verificare lo stato di conservazione del corpo per vedere se occorre intervenire - precisa Saraiva Martins -. Quando si sposta il corpo di un beato o di un santo, si verifica in che condizioni è. A quel punto si farà la maschera di cera, esprimendo i lineamenti del viso di Wojtyla, come si è fatto per altri santi. E così lo si potrà vedere, sotto un vetro, coperto dai paramenti sacri». La maschera - puntualizza il cardinale - appare una scelta ideale: «Chi andrà a pregare a San Pietro vedrà il corpo di Giovanni Paolo II e lo riconoscerà immediatamente». E questo - sottolinea Saraiva Martins - è «un modo avvicinare Wojtyla ai fedeli, spingendoli a invocarlo e a chiedere la sua protezione».
Due anni fa Benedetto XVI decise di avviare il processo di beatificazione senza attendere i cinque anni dalla morte previsti dal diritto canonico. Ora la Congregazione per le cause dei Santi annuncia che «procederà celermente», una volta che sarà pronta la «positio», ovvero la raccolta dei documenti, a cui sta lavorando il postulatore della causa, il prete Slawomir Oder, e che dovrebbe essere presentata il prossimo 2 aprile in occasione delle cerimonie per il terzo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.
Il 2 aprile dello scorso anno, in una cerimonia a San Giovanni in Laterano, si era chiusa, dopo solo 21 mesi, la fase diocesana della causa di beatificazione e Giovanni Paolo II era stato proclamato «servo di Dio». Tra i tanti miracoli già attribuiti all’intercessione del Papa polacco, quello che verrà preso in considerazione per la beatificazione sembra essere la guarigione miracolosa dal morbo di Parkinson di una suora francese, Marie Simon-Pierre.
La decisione di traslare la salma testimonia che in Curia Giovanni Paolo II è già venerato come un santo, tanto che il cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio, ha dichiarato di pregarlo ogni giorno come se fosse già stato proclamato beato. «È possibile e plausibile che la salma di Giovanni Paolo II venga traslata dalle Grotte Vaticane nella Basilica di San Pietro dopo che si è concluso il processo di beatificazione», conferma il cardinale Angelo Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano. Assicura Saraiva Martins: «C’è in noi il vivo desiderio che Giovanni Paolo II arrivi quanto prima agli altari e lo si possa chiamare “beato” e così rispondere al grido di piazza San Pietro: “Santo subito!”».

Il y a
presque 3 ans (le 2 avril 2005), notre pape Jean-Paul II nous quittait...
